Troppo caldo. Lavora, lavora e lavora fino a sabato. Quindi scappa in un’oasi di prossimità, un tempo sospeso, un luogo limitrofo. Ci riesci. Dormi, leggi, ti bagni nell’acqua e, come spesso ti accade ultimamente, ti sembra di riposarti da più tempo, di vivere in luoghi ameni dove ti ritrovi a fatica per qualche giorno, ma ti sembra di starci da almeno una settimana. Intanto pensi che stai cambiando in meglio, cumuli più esperienza, riesci a spezzare ogni pensiero inutile. Ma l’inutilità ci circonda e spesso aggredisce. Non sei moralista, né tendi a giudicare a sproposito, ma nell’estate del ritorno alla normalità, così ti piace pensarla, fisici che non si arrendono a un’età naturale aumentano, così le plastiche, donne che non ci stanno proprio ad invecchiare e uomini anziani che si atteggiano a ventenni solo perché si sono messi a dieta, hanno comprato l’ultimo costumino in voga nel quale dopo decenni riescono ad entrare. Corpi, tutti, tatuati. Ti chiedi dove abbiamo sbagliato, dove i nostri genitori o una pseudo famiglia non è riuscita ad imporsi con un minimo sistema valoriale. Sinistra, destra, in questo sono trasversalmente edoniste e narcise. Ma il tempo scorre e nel tentare di fermarlo, di vivere un’ultima estate di bellezza e sentirsi ancora giovani, sei circondato da mostri di plastica. Seni come proiettili, zigomi finti, labbra disperate a canotto, uomini che sfoggiano orologi importanti. Tu non sei ricco, vivi del tuo lavoro a fatica. Ma della ricchezza spudorata e strafottente, esibita e volgare, hai sempre fatto uno stigma. Uno spettacolino terribile, quanto distante da ogni necessità. E poi tutti incollati a quel cellulare. Non esiste un libro in giro né kindle per leggere un ebook. In questo la tecnologia, non solo in questo, ha depauperato ulteriormente ogni forma di cultura e socialità. E’ l’estate della crisi economica, climatica, dei conflitti bellici, delle post pandemie e dei Governi che disfano, sfiduciano, e si torna a votare il giorno dopo. L’estate dei Politici, tutti, talmente distanti dall’elettorato e dalla popolazione da sembrare a apparire distopici. Preferisci sopravvivere nella vita reale, restando nei canali sociali solo per condividere informazioni, articoli, agenzie, suggerimenti per un qualche spettacolo: il minimo indispensabile e terzo da te, per uscirne e tornare a vivere.

Auguriamoci il meglio tra bracciate estive, ne abbiamo sempre bisogno.

25stilelibero